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Thymallus e le deduzioni
Quando la Associazione Thymallus si costituì nel 1996 uno degli obiettivi dichiarati era quello di fare luce su alcuni aspetti morfologici che caratterizzavano le due tipologie di temolo che i pescatori si trovavano tra le mani quando si trovavano in Piemonte o in altro corsi d'acqua in cui si erano seminati i temoletti danubiani.
Il cromatismo apparente era forte tale da giustificare che potessero esistere delle PROFONDE DIFFERENZE TRA I DUE PESCI, ANCHE MAGARI CROMOSOMICHE (Di Biase, Sabbadini). Alcune foto sommarizzano quelle maggiormente evidenti oltre a quelle che verrano citate in seguito.
Un lungo lavoro commissionato dalla Direzione Generale della Pesca e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Graia e Thymallus hanno potuto svelare molti dei misteri della etologia del temolo, e i risultati sono stati sommarizzati in un Convegno tenutosi a Magenta nell'ottobre dell'anno 2000, Convegno a cui parteciparono tutti i più importanti studiosi di ittiologia ed etologia di Europa e da cui sono stati tratti gli Atti del Convegno.
La Ricerca ha dimostrato che tra il temolo d' immissione danubiano e quello autoctono vi sono delle differenze genetiche tali da poter considerare il nostro temolo un CEPPO fortemente caratterizzato.
Le ipotesi dei fondatori erano esatte, si tratta di due pesci molto diversi oltre che geneticamente anche nei comportamenti e alla sensibilità della qualità relativa dell'acqua. Il danubiano sembra possedere una spiccata capacità di vivere relativamente bene in condizioni di un certo inquinamento, il "padano" , il nostro temolo autoctono purtroppo no. Resisteva comunque una buona popolazione in Piemonte, nel Sesia, Maira, Po, Orco, etc.


Un temolo valsesiano padano


Temolo danubiano dell'Adda

Studi e interventi sul campo

Il cuore delle attività di Thymallus sono gli studi e gli interventi a supporto delle popolazioni di temolo in Italia.
Già nella seconda metà degli anni '90, dopo pochi anni dalla fondazione del Sodalizio era parso chiaro come nessun lavoro serio potesse essere portato avanti senza la collaborazione di ittiologi esperti e soprattutto con la assenza di una raccolta, banca, dati sulle popolazioni di temolo del nord Italia.
Non vi era infatti fino a quel momento nessuno studio sul temolo che potesse dirsi degno di nota e a cui fare riferimento per delineare come divulgare la corretta gestione della risorsa temolo nelle nostre acque.
La carenza venne colmata con lo studio realizzato da Graia e Thymallus finanziato dall'allora Ministero Agricoltura e Foreste dopo un attento e dettagliato lavoro fatto dai membri dell' Associazione ed in particolare dal Dr Tadini, Segretario di Thymallus.


Il lavoro si articolò su uno spazio temporale di ben tre anni e vide coinvolgere dei bacini di notevole impatto per le presenze di temoli, il Sesia, l'Adige e l'Adda di Valtellina.
Lo studio mise in mostra moltissimi aspetti della etologia del temolo che fino ad allora erano praticamente sconosciuti, non solo ai pescatori, ma anche agli studiosi del settore e agli stessi gestori.
Emersero le inadeguatezze delle misure minime che ovunque erano di ben lunga al di sotto della soglia accettabile addirittura per la prima deposizione delle uova, pose l'accenno sulle cause che portano a rarefare i temoli e gli interventi atti a mitigare se non eliminate questi elementi, studiò l'alimentazione degli animali nei vari bacini e la adattabilità della specie, l'impatto degli uccelli ittiofagi , le immissioni di trote iridee e il danno che queste portano ai timallidi, segnalò e approfondì dando alla fine una risposta definitiva alle differenziazioni sui ceppi di temolo ( vedi ormai famosa dicotomia tra temolo pinna blu e pinna rossa o tra "padano" e "slavo" ).
Sono veramente tanti i punti che emersero dalla Ricerca, poderosa e forse una delle più complete d'Europa, tante che ovviamente qui è impossibile ripeterle tutte.
Ma ancor più importante la Ricerca diede la possibilità di essere presentata ad un apposito Convegno a cui parteciparono i più eminenti ittiologi d'Europa che si occupavano e si occupano di temoli nei loro rispettivi Paesi. Slovenia , Austria, Francia, Inghilterra, Svizzera e Italia.
Una occasione unica per mettere a confronto le situazioni che la specie stava vivendo, le gestioni, gli interventi in materia e cosi via.
Ne uscì una pubblicazione, quella degli Atti del Convegno di Magenta che risulta un poco essere il riassunto dello studio fatto per il Ministero e il punto sulla gestione del temolo all'inizio del millennio in tutta Europa. Il Convegno fu organizzato da Thymallus e Graia.


La pubblicazione è disponibile e va chiesta per iscritto a Thymallus. Sarà inviata come singola copia previo pagamento delle spese della stessa e delle spese postali.
Molti sono poi stati gli studi d'intervento e citarli tutti sarebbe impossibile. Molti sono di estremo dettaglio e rivolti al ripristino delle popolazioni esistenti o al reinserimento della specie là dove ormai compromessa e così via.
Vi è poi collateralmente una parte di lavoro prettamente divulgativa che viene realizzata tramite articoli su riviste specializzate di settore o pubblicazioni di Associazioni di pescatori ( Ups, Apdv , etc).
Queste sono attività di pura informazione sulle tematiche del temolo e sulle attività di gestione che spesso vengono suggerite. Alcune di queste pubblicazioni sono ancora disponibili in copia su richiesta, in forma di fotocopia, previo pagamento delle spese sostenute per la duplicazione e di spedizione.



  ASSOCIAZIONE THYMALLUS
  P.zza Tarantelli,6 - 20010 Pogliano  Milanese - Milano - Telefono e Fax 02/93548139

E-mail: thymallus@thymallus.it

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Aggiornamenti RM - 06/02/06