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Le alluvioni dal 2000 in avanti
Gli eventi alluvionali che sconvolsero il Piemonte nell'ottobre del 2000 e quelli che seguirono, di forte intensità e durata, diedero un colpo mortale alle popolazioni di temoli piemontesi già comunque provati da un calo lento ma costante e legato, nelle parti più a valle dei corsi d'acqua, ai lavori di sistemazione in alveo, norme poco restrittive nella pesca, immissioni di trote iridee nei corsi d'acqua in oggetto ( Il Dr Uibleim, Università di Salisburgo, in uno studio sulle interazioni tra iridea e temolo nei fiumi del salisburghese ha posto in risalto la impossibilità di sovrapposizione dei due pesci pena la scomparsa del timallide ) e ad altre concause di varia natura, tra cui la presenza del cormorano di cui tratteremo in seguito.
La intensità degli eventi alluvionali ma soprattutto la loro brevità temporale nella loro ripetitività, in ambienti ormai piuttosto compromessi ambientalmente a causa di molteplici lavori in alveo hanno fatto precipitare la situazione.
Stura di Demonte, Po, Stura di Lanzo, Orco, lo stesso Sesia, hanno vista ridotta drasticamente la popolazione di timallidi al punto di rischiare che i residui sparutissimi esemplari non riescano a riprodursi.
L'Habitat
Se è vero che il temolo si era abbondantemente ripreso in molti areali è anche altrettanto vero che le condizioni in cui questa sorta di piccolo miracolo si era tenuto in un ambiente comunque compromesso, un ricordo di quello che poteva essere stato il vero ambiente "a temolo" del passato recente.
Cementificazioni, regimentazioni dei livelli tramite dighe, banalizzazione delle sponde e mille altre nefandezze non sono mai cessate e sono una causa evidente di antropizzazione e riduzione degli habitat e degli areali di frega della specie.
Anni di piene senza precedenti, ripetute, hanno contribuito non poco alla successiva riduzione dei temoli "danubiani", con il colpo finale di maglio del cormorano.
I lavori in alveo spesso lunghi e ripetuti influiscono pesantemente sui fondali con conseguenti danni alla microfauna bentonica riducendo le disponibilità alimentari della specie, soffocando le sue aree di frega con il materiale in sospensione depositato.
Non vi è attualmente fiume del nord Italia che non riconosca un notevole se non notevolissimo calo delle presenze di temoli.

Il letto del Sesia a Muro, dopo le piene
I bacini e le possibilità che offrono

Un bel temolo in risalita da un bacino per fregare
Non pochi sono stati negli ultimi anni i tentativi di acclimatare il temolo in ambienti che possono essere non propriamente vocati alla specie. Grossi e piccoli torrenti d'alta quota immissari di laghi artificiali di medie e grandi dimensioni sono stati oggetto di tali esperimenti, a volte definibili "casuali" altre volte veri e propri esperimenti.
La foto sopra mostra un temolo di 38 cm catturato e rilasciato nel torrente Spool a Livigno a quasi 2000 metri di quota.
Ma sono molti i bacini che hanno fatto da "culla" a temoli provenienti esclusivamente dall'Austria o dalla Slovenia, come il lago di S. Caterina ad Auronzo di Cadore. il lago Dobbiaco, il lago Schener formato dal Cismon, il bacino del Chiusella ma potremmo citarne molti altri.
Qui il timallide si è acclimatato, spesso in condizioni estreme viste le altezze e le temperature medie dell'acqua durante l'anno, a volte soffre di difficoltà nei ritmi di crescita ma ecco i possibili vantaggi.
I bacini e i loro immissari, spesso di piccole se non piccolissime dimensioni (vedi lo Spool) oltre a una notevole fonte di presenze animali sono anche una sorta di rifugio per difendersi dalle puntate di caccia dei cormorani che a quelle quote e in quegli ambienti non arrivano "quasi" mai.
Gli animali sono facilmente recuperabili e spremibili viste le condizioni ottimali di possibile reperimento degli animali. Una parte del grande numero di animali può essere prelevato e reimmesso nei bacini di pertinenza ma a fondo valle.
E' una possibile ipotesi di lavoro su cui investire del tempo e riflettere con attenzione, sopperendo così facendo, ad alcune delle attuali difficoltà che si incontrano vuoi nel reperimento di animali durante il periodo delle freghe e vuoi al limitatissimo numero di animali ormai presenti nei corsi d'acqua di pertinenza.
Questo naturalmente assumerebbe particolare spessore in bacini dove il temolo padano è ancora presente, vedi il Sesia con il lago di Rimasco ad esempio.
Lasciamo aperto l'argomento e valutiamo tutti gli aspetti prima di supportare tali operazioni, che come detto vanno studiate. Lasciandovi alle riflessioni del caso concludiamo con......
Un bellissimo temolo dell'Adda di quasi 50 cm, facciamo notare le pinne ventrali, con delle caratteristiche ancor diverse dalle solite dei "cugini danubiani" (trovate su Traun e pochi altri fiumi austriaci in particolare, comunque tu sia il benvenuto e ben gestito, Temolo!!
Ambienti così diversi
Spesso si ritiene che il temolo viva in ambienti delimitati , ma questo è più  un luogo comune che altro.
Abbiamo dimostrato la estrema variabilità di  allocazione della specie e la sua estrema capacità di adattamento a  condizioni anche definibili estreme , come le immissioni fatte a 1.800 metri  di quota in alta montagna e oltre , ambienti in cui il temolo si è  acclimatato  con una notevole facilità .
Alta montagna, torrenti , fiumi di mezza valle, fondo valle e fiume del  piano.
Tutti questi ambienti ovviamente presentano tipicità del tutto  particolari e presentano , là dove necessario, interventi specifici e mirati  per la specie.
Discutibili molte forzate acclimatazioni che spesso hanno  prevalentemente valore tipicamente sperimentale.
Resta che la specie  gioca una forte attrazione sui pescatori e di converso sui gestori delle  pubbliche acque che spesso mirano alla sua introduzione per ragioni ovvie. 
Thymallus non vuole vedere temoli ovunque , non è questo uno degli scopi  della Associazione,
ci prendiamo seria cura di valutare , nelle mille  sfaccettature del problema le convenienze rivolte alle introduzioni della  specie o alle sue reintroduzioni.
Particolare delle differenziazioni , dal punto di vista piscatorio ( siamo e  restiamo una Associazione di pescatori ) , come i diversi ambienti debbano  essere affrontati con strategie e metodologie altamente differenziate. 
Come Associazione possiamo fornire molti elementi per poter supportare i  neofiti a questa splendida sfida che è la pesca al temolo con la mosca  artificiale.
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  ASSOCIAZIONE THYMALLUS
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Telefono e Fax 02/93548139
E-mail: thymallus@thymallus.it
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Aggiornamenti RM - 06/02/06  
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